"Il mio è un giudizio di cautissimo ottimismo, con la consapevolezza dell'esistenza di rischi". A dirlo, con riferimento alle prospettive di crescita dell'area euro, è il presidente del Financial Stability Board e governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.
"La ripresa c'è: è una ripresa trainata dalla domanda mondiale e che comincia - ha osservato Draghi - ad essere sostenuta dalla crescita dei consumi e degli investimenti in Germania, ma è una crescita che nel resto di Eurolandia non è sostenuta ed equilibrata".
SEGNALI DI RIPRESA - Le riforme varate da Berlino, ad esempio in materia di lavoro e fisco, hanno dato la spinta alla locomotica tedesca che è tornata a crescere a gran ritmo. "Ma è una ripresa fragile, esposta ai rischi che riguardano la domanda mondiale, in particolare, provenienti dall'economia Usa e da un possibile rallentamento della Cina", ha ammonito Draghi. Altri rischi, secondo il governatore, sono da individuare "nei mercati finanziari fragili, con la grande volatilità dei mercati azionari e degli spread che continuano a essere alti su alcuni Paesi di Eurolandia". In altri termini, "è una ripresa differenziata, con la Germania che cresce molto, però la ripresa c'è".