Il Comune fa marcia indietro: abbandona i suggerimenti dati dallo sportello linguistico e sceglie la soluzione proposta dai cittadini.
La lettera scarlatta, nel senso di rovente, stavolta è la 'B'. Perché il tormentone gramsciano su come si chiama Ghilarza in limba ruota tutto su questa consonante: Bilartzi o Ilartzi? Più che un bizantinismo linguistico si tratta di una questione di identità per i cittadini ghilarzesi doc, che si sono opposti con decisione alla prima soluzione, sposata invece dal Comune. Hanno gridato allo scandalo davanti a quell'aggiunta 'impropria', tanto che qualcuno ha pensato bene di coprire la B con un adesivo nel cartello stradale che la Giunta di Stefano Licheri aveva già sistemato all'ingresso del paese. Per i puristi, l'unica vulgata possibile è Ilartzi.
IN AULA La questione è stata affrontata in Consiglio comunale, riunito per approvare ufficialmente la denominazione in sardo come richiesto dalla Regione. Alla fine, seppur con dubbi interminabili, la scelta è stata quella di optare per il toponimo 'Ilartzi', accontentando così il volere popolare piuttosto che le tesi scientifiche. «Nel corso degli ultimi decenni a Ghilarza sono arrivate tante persone di fuori e anche nel Consiglio comunale spesso siedono dei forestieri. Ora sentire il nome del nostro paese cambiato proprio non ci sta bene - dice con decisione Franco Atzori, ghilarzese da generazioni - . I forestieri devono adattarsi agli usi e ai costumi dei ghilarzesi e noi abbiamo sempre chiamato Ghilarza Ilartzi. Bilartzi è roba da paesi vicini». Sulla stessa linea Giuseppe Manca, doc anche lui e anche lui l'altra sera presente al Consiglio: «Siamo stati i primi a manifestare disappunto quando ci siamo accorti che avevano sistemato un cartello con il toponimo sbagliato - afferma -. Non si possono snaturare le nostre origini».
GLI STUDIOSI Ma dall'altra parte c'è il disappunto di quanti sposano il rigore scientifico. Fra questi Marinella Marras, operatrice dello sportello linguistico di Ghilarza e in Provincia. Mesi fa è stata proprio lei a suggerire il termine Bilarzi . «Ognuno deve fare il proprio mestiere. Quella B, per un percorso etimologico della parola, deve essere scritta. La scelta fatta dal Consiglio dimostra non competenza. Si sarebbero dovuto avvalere del parere di studiosi». Così invece Daniela Boeddu impegnata in un dottorato in linguistica all'Università dei Paesi Baschi. «Se vogliamo riesumare il termine nella sua forma storica troviamo Bilartzi. Ilartzi è l'evoluzione. A mio avviso i termini sono corretti entrambi: uno segue il rigore scientifico. L'altro è quello con cui si riconoscono i ghilarzesi».
ALESSIA ORBANA