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Cronache dalla Sardegna
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Cagliari: rissa in campo, i rossoblù
"Siamo stati provocati e picchiati"

Cagliari: rissa in campo, i rossoblù "Siamo stati provocati e picchiati" Il capitano del Cagliari Daniele Conti discute con gli avversari dopo un brutto fallo su Jeda che ha scatenato la rissa finale.

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"Siamo stati provocati e picchiati, non si capisce perché tanto nervosismo per una partita amichevole". I giocatori del Cagliari, all'unisono, accusano il Bastia di atteggiamento provocatorio per tutta la partita, sospesa al 75' per una gigantesca rissa scoppiata in campo, in quella che doveva essere semplicemente un'amichevole estiva (la seconda per il Cagliari di Bisoli) e che invece si è trasformata in una serata da far west

"Appena iniziata la partita un avversario mi ha tirato i capelli e poi commesso tanti falli", racconta Matri. "Sono stati aggressivi dall'inizio", commenta Agostini, mentre Lazzari accusa: "Hanno avuto un atteggiamento provocatorio, io pensavo soprattutto a non subire falli cattivi". E durante il primo tempo un giocatore corso, Lanzini, era stato espulso per aver colpito con una pallonata un assistente dell'arbitro. Difficile comprendere il motivo di tale atteggiamento per una partita amichevole. Cagliari e Bastia, squadra di terza divisione francese (nel 1978 era stata anche finalista di Coppa Uefa), non avevano nessun motivo per farsi del male, non si erano mai incontrate in gare ufficiali e tra Sardegna e Corsica non c'è mai stata rivalità. Ieri sera, invece, a Villacidro, cittadina del Medio Campidano ad una cinquantina di chilometri da Cagliari, è successo di tutto. Una partita subito calda, con le contestazioni di una parte della tifoseria a Marchetti, rimasto ad Assemini per un affaticamento muscolare e poi i colpi proibiti in campo. La scintilla, uno spintone ai danni del cagliaritano Jeda, al '74. Da lì è nato il parapiglia: Larrivey, appena ha visto il compagno di squadra in difficoltà, è subito intervenuto per dargli una mano e riportare la calma, ma è stato accerchiato dagli avversari e ne è nata una gigantesca zuffa, con anche le riserve e i dirigenti entrati in campo tra chi tentava di dividere i contendenti e chi, approfittando della confusione, ha sferrato pugni e calci ai rivali. Pierpaolo Bisoli preferirebbe parlare solo della parte giocata ("abbiamo disputato una buona gara e fatto progressi, senza sbavature in difesa"), ma poi torna sulla sospensione dell'amichevole. "Peccato, ci hanno fatto perdere un quarto d'ora di partita, mi dispiace per quello che è successo, soprattutto per il pubblico che è venuto a vederci ed è andato via prima che la partita finisse. Loro dall'inizio sono entrati duro, Pinardi per due, tre volte ha rischiato l'incolumità fisica. Noi ci siamo comportati da squadra, in modo esemplare. Non abbiamo mai provocato, anzi abbiamo cercato di stemperare gli animi, io sono anche andato ad aiutare uno dei loro che aveva i crampi. Ma se poi veniamo aggrediti...Io ho cercato di divedere qualcuno, poi nel parapiglia finale è successo quel che è successo, purtroppo". E sabato prossimo, ad Arbus, nuova amichevole con una squadra corsa, l'Ajaccio. Sperando che sia davvero soltanto un'amichevole.

 
 
 
 
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