Dodici giorni dopo la scomparsa del pastore di Desulo, proseguono senza sosta le ricerche
Giovanni Brodu fa un appello per chiarire che la famiglia è tutt'altro che rassegnata al peggio: «Dateci una mano. In tanti dicono che l'hanno visto, ora in un paese ora in un altro, ma sempre in Sardegna. Sono certo che vorrebbe tornare a casa».
Ancora nessuna traccia di Salvatore Brodu, l'allevatore desulese di 60 anni, scomparso dodici giorni fa dalla sua abitazione di Struvina, nelle campagne di Sardara. Nonostante le ricerche, condotte senza lesinare forze e mezzi dalle Forze dell'ordine, compreso il tentativo dell'altro ieri, quando 40 carabinieri della compagnia di Villacidro, coordinati dal comandante Antonio Fenu, hanno ancora una volta rastrellato le campagne fra Villacidro e Villasor.
LE RICERCHE Nonostante i numerosi tentativi in massa con le guardie forestali, i volontari del soccorso alpino, della Protezione civile, dei parenti, degli amici, dei cacciatori, e nonostante i volantini con la foto dell'uomo affissi in diverse località dell'isola e il tam tam su internet, l'uomo non si trova. Tante le segnalazioni, alcune significative, ma nessuna ha dato i frutti sperati. Ad iniziare dalla prima, quando è stato visto camminare sul ciglio della strada verso la stazione di Pabillonis, oppure quando si era diffusa la voce che fosse stato ritrovato a Cagliari, alla mensa dei Padri cappuccini, in viale Fra Ignazio. E ancora in una pizzeria di Serramanna, e alla periferia di Villasor. Poi, più nulla. Un altro falso allarme, lunedì mattina. E un altro ieri, quando è stato avvistato a Cagliari da una signora di Sardara, sempre nella zona dei Cappuccini. Nulla di vero, perché sul destino di Salvatore Brodu è ancora nebbia fitta.
L'APPELLO Ma l'allevatore di Desulo, una vita trascorsa dietro il gregge, non può essere scomparso nel nulla. Con questa convinzione nel cuore, la famiglia sta cercando di reperire qualsiasi informazione, anche piccola o apparentemente insignificante, per trasformarla in un nuovo punto di partenza. Il figlio Giovanni, che dal momento della scomparsa non si è fermato un momento, che non ha perso le speranze ed auspica di abbracciare presto il padre, lancia un appello: «Dateci una mano, seguiteci nei percorsi, alla ricerca di mio papà disperso. Il mio cellulare continua a squillare: in tanti dicono che l'hanno visto, ora in un paese ora in un altro, ma sempre in Sardegna. Sono certo che vorrebbe tornare a casa. Sta male. Ha bisogno di cure. Ormai non ha più un soldo in tasca. Per cercare nei campi, dove potrebbe nascondersi, l'unico modo è essere tanti. Non abbandonateci».
NESSUNA RESA E sino ad oggi in tanti sulle tracce dello scomparso lo sono stati davvero. Lo saranno ancora: nessuno sembra intenzionato ad arrendersi. Gli stessi militari della compagnia di Villacidro assicurano che la macchina delle ricerche, messa in moto da subito, non si ferma. L'sos è stato allargato a tutte le caserme d'Italia. Le forze che operano nei porti, negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie sono all'erta. La speranza è quella di trovarlo quanto prima.
SANTINA RAVÌ