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Cronache dalla Sardegna
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Rimpasto della Giunta Regionale:
il pressing della maggioranza

Rimpasto della Giunta Regionale: il pressing della maggioranza Lo scoglio della mozione di sfiducia è alle spalle, ma le acque nel centrodestra restano agitate

Lo scoglio della mozione di sfiducia è alle spalle, ma le acque nel centrodestra restano agitate. Ugo Cappellacci deve fare i conti con il pressing di molte forze di maggioranza, mentre il Pdl è ancora alla ricerca di se stesso, in attesa del confronto tra Comincioli e Berlusconi.

Il governatore avrebbe assicurato «un'accelerata» nel rilancio dell'azione programmatica di viale Trento e c'è attesa soprattutto per il piano di riorganizzaazione degli assetti della Giunta. «Non ci può essere un problema di vacanze estive» sibila il capogruppo del Psd'Az Giacomo Sanna. «Non siamo nelle condizioni di vedere tempi troppo lunghi. Sarebbe rischioso e inutile».

IL CASO PDL Nel Pdl il voto compatto di due giorni fa non riesce ancora a mascherare le crepe e c'è attesa per il resoconto che Romano Comincioli (incaricato da Berlusconi di far chiarezza sui malumori del partito nell'Isola) presenterà a Roma. C'è già stato un primo contatto con il premier, ma la situazione caldissima a livello nazionale (rapporto con Fini sull'orlo del baratro) sta in qualche modo frenando le operazioni di verifica sul Pdl sardo. In ogni caso, ad agosto sono attese le risposte e le indicazioni da Roma. Per ora il capogruppo in Consiglio regionale Mario Diana preferisce concentrarsi sulla manovra in discussione in aula, anche se tira un sospiro di sollievo dopo il voto senza scossoni di martedì: «Diciamo che non siamo usciti fuori indeboliti» dalla mozione presentata da centrosinistra. Si guarda, però, al rimpasto e al rilancio dell'azione della maggioranza: «Ora aspettiamo di vedere che decisione prenderà il presidente della Giunta», osserva Diana. «È lui che dovrà esprimersi in questo senso».

ALLEATI IN PRESSING Il coordinatore regionale dei Riformatori Michele Cossa confida nelle rassicurazioni del governatore. «Mi ha garantito tempi rapidi» per lo scossone che dovrà ridare linfa al piano di governo del centrodestra. «Ora presenteremo le nostre proposte, in attesa di un confronto con le altre forze di maggioranza». Per i Riformatori «è fondamentale individuare delle priorità di governo, con un'azione importante sul fronte delle riforme». Cossa rilancia i progetti «sulla sanità» oltre quelli «sul turismo, con la legge del golf e quella della portualità» e «la legge sulla pubblica amministrazione». Mario Floris (Uds) ricorda che «i problemi politici del centrodestra restano in piedi e devono essere risolti al più presto». L'ex presidente della Regione punta lo sguardo verso il Pdl. «Il partito di maggioranza relativa deve ritrovare lo spirito che ci aveva fatto vincere le elezioni un anno e mezzo fa». La spiegazione di Floris è semplice: «I problemi del Pdl si ripercuotono pesantemente su tutta la coalizione», mentre «serve uno scatto sull'aggiornamento del programma di governo e anche sull'apertura di un vero tavolo di confronto tra Regione e Stato».

RIMPASTO IMMINENTE Floris parla del passaggio obbligato del rimpasto ma si spinge più avanti «Non basta un aggiustamento dell'esecutivo, serve un cambiamento profondo che investa anche il Consiglio, con una modifica del regolamento». Anche il Psd'Az chiede una ristrutturazione radicale: «Non sono sufficienti i rattoppi qua e là», spiega Giacomo Sanna. «Noi siamo per un azzeramento che permetta alla macchina regionale di ripartire con una spinta maggiore». Nel frattempo anche l'Udc (Roberto Capelli) ha detto a chiare lettere che «il cambiamento deve avvenire subito».

PD ALL'ATTACCO La mancata approvazione della mozione di sfiducia non ferma il Pd, che rilancia l'attacco al governatore: «La sfiducia dei sardi nei confronti di Cappellacci e del centrodestra è forte», sottolinea il presidente del partito Valentina Sanna. «E ora più che mai deve proseguire la mobilitazione contro un esecutivo e una maggioranza tenuti insieme solo dalla paura di tornare a casa e dalla certezza di poter passare all'incasso di qualche assessorato, dopo aver accordato la fiducia al governatore». Così, nel mirino finisce «il presidente commissariato dai partiti della sua maggioranza».

GIULIO ZASSO

 
 
 
 
in collaborazione con Immobiliare.it
 
 
 
 
 
 
 
 
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