Fa parte del coordinamento provinciale dello Slai Cobas di Campobasso che il 22 giugno aveva partecipato al presidio a Pomigliano. Il sindacato annuncia un'azione legale.
L' ennesimo licenziamento di un operaio Fiat riaccende lo scontro sindacale attorno all'azienda torinese. Giovanni Musacchio, del coordinamento provinciale dello Slai Cobas di Campobasso, è stato licenziato per aver partecipato ad un presidio a Pomigliano, in occasione del referendum, pur essendo in permesso per motivi familiari. Ad "incastrarlo" ci sarebbe una foto in prima pagina sul quotidiano "La Repubblica", che lo ritrae assieme ad un altro esponente del sindacato, davanti alla fabbrica. "Avevo chiesto un permesso per accompagnare mia figlia dal pediatra - ha spiegato - nel pomeriggio ho raggiunto i miei colleghi a Pomigliano".
NUOVO SCONTRO. Con quello di oggi, sale a cinque il numero di operai licenziati dalla Fiat in una sola settimana, ed in quattro casi si tratta di delegati sindacali: tre della Fiom ed uno, quello di oggi, del coordinamento dello Slai Cobas. Licenziamenti che hanno portato la Fiom ad indire due ore di sciopero per venerdì 23 luglio, e lo Slai Cobas, ad annunciare forme di protesta in tutti gli stabilimenti del gruppo.