L'inchiesta sugli appalti al giro di boa: si cercano eventuali conti all'estero del coordinatiore del Pdl. In settimana gli interrogatori decisivi. Controlli anche in Svizzera e a San Marino.
Arrivano in Lussemburgo le indagini che riguardano l'inchiesta sugli appalti. Secondo i magistrati di Perugia e Firenze - scrivono oggi alcuni quotidiani - il coordinatore del Pdl Denis Verdini potrebbe aver occultato fondi neri, gioielli e opere d'arte in conti correnti e in banche del Lussemburgo. Per questo, con una rogatoria urgente, i magistrati Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi hanno chiesto l'intervento dell'Ufficio internazionale antifrode con l'obiettivo di trovare, bloccare e confiscare eventuali fondi neri. Nelle carte inviate in Lussemburgo e pubblicate dai quotidiani si sottolinea che gli indagati potrebbero essere “collegati anche alla criminalità organizzata transnazionale”. Quindici - oltre a quello di Verdini - i nomi per i quali le due procure chiedono gli accertamenti: ci sono infatti anche l'ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro e il figlio Camillo, Angelo Balducci, Fabio De Sanctis, Mauro Della Giovanpaola e l'imprenditore Diego Anemone. Ora c'è da attendere le risposte da quei Paesi (oltre al Lussemburgo gli accertamenti bancari e le rogatorie riguarderebbero anche la Svizzera e San Marino) per sapere se quei conti apparentemente insospettabili possano essere al centro di nuovi colpi di scena.