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Cronaca della Sardegna
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Rapito e nascosto sottoterra:
liberato l'anziano di Samassi

Rapito e nascosto sottoterra: liberato l'anziano di Samassi Beniamino Schirru all'uscita della caserma dopo la sua liberazione (Simone Nonnis)

Ventiquattro ore dopo il suo sequestro, Beniamino Schirru di 83 anni, rapito venerdì sera nella sua abitazione di Samassi, è stato liberato dai carabinieri. Era stato rinchiuso nel cassone di un camion, interrato e coperto da balle di foraggio nell'ovile di uno dei sequestratori, Mauro Mancosu di 39 anni, arrestato con il complice, Lorenzo Fadda di 18 anni, entrambi di Samassi. I rapinatori volevano mettere le mani sui risparmi dell'anziano.

Se volete vedere vivo vostro padre non avvisate i carabinieri».

Ventiquattro ore di terrore, segregato nel cassone di un camion interrato coperto da balle di fieno. Poi l'arrivo dei carabinieri e l'arresto dei suoi sequestratori. Fine di un incubo per Beniamino Schirru, 83 anni, pensionato di Samassi. I suoi carcerieri sono ora rinchiusi nel carcere cagliaritano di Buoncammino. Si tratta di Mauro Mancosu, 39 anni, allevatore, con precedenti penali, e del suo complice il suo servo pastore, Lorenzo Fadda, 18 anni appena compiuti, entrambi di Samassi. Per i due, che puntavano ai risparmi di una vita del pensionato, circa 45 mila euro, l'accusa è di sequestro di persona aggravato a scopo di estorsione.

LA VICENDA Il sequestro di Beniamino Schirru ha dell'incredibile. E sono ancora da chiarire troppi lati oscuri.

L'uomo vive solo con la moglie malata di Alzheimer e costretta a letto nella modesta casa in via Silesu. Dal loro matrimonio sono nati otto figli, ma tutti residenti fuori Samassi. L'ultima volta che è stato visto a passeggio era proprio venerdì mattina attorno alle dieci, come d'abitudine stava andando a fare un po' di spesa, naturalmente solo. Dopo le dieci di venerdì mattina più nessuna traccia, nessuna notizia. Scomparso improvvisamente nel nulla, o almeno così sembrava. È stata la figlia Ottavia, che vive a San Sperate e tutti i giorni si reca a Samassi per dare una mano d'aiuto agli anziani genitori. Quando è entrata in casa ha notato subito l'assenza del padre. In un primo momento non si è preoccupata, convinta che fosse andato a fare spesa. Solo quando è uscita in cortile ha capito quanto era accaduto al padre. Su un tavolino c'era il suo portafoglio e sotto un foglietto di carta. Una mano decisa aveva scritto: «Se volete vedere vivo vostro padre, non avvisate i carabinieri». La donna in un primo momento ha pensato ad uno scherzo. Chi poteva avere interesse a sequestrare suo padre, considerate che le loro umili condizioni economiche?

LA LETTERA Una missiva incomprensiva, ma dall'indirizzo preciso. Ottavia Schirru.non ci ha pensato su due volte e l'ha portata ai carabinieri. Il maresciallo Vincenzo Neglia ha immediatamente informato il suo diretto superiore, il capitano Gianluca Puletti, comandante della Compagnia di Sanluri. Sono state avviate le opportune indagini e contemporaneamente predisposto un controllo accurato del territorio. I carabinieri del comando provinciale, delle Compagnie di Sanluri e Iglasias e dello Squadrone Cacciatori di Sardegna e dall'11° Elinucleo di Cagliari e del reparto cinofilo hanno rastrellato e battuto tutto il territorio comunale. Alla ricerca ha partecipato anche la Compagnia barracellare locale. ma solo nella tarda mattinata di ieri, dopo diverse informative investigative, il quadro si è fatto più comprensibile. È emerso che l'anziano pensionato il 27 aprile scorso, aveva ricevuto un'altra missiva. «Devi pagare se non vuoi che sequestriamo un tuo nipote». Si era presentato in caserma per denunciare gli ignoti che gli avevano fatto recapitare la missiva. «Vogliono 45 mila euro, tutti i miei risparmi - aveva raccontato ai carabinieri - altrimenti uccideranno un mio nipote». Ma le indagini non avevano portato ad alcuna identificazione. Ieri mattina i carabinieri hanno riesaminato il fascicolo della prima denuncia. Sono partite le indagini che hanno risolto il caso in poche ore. I due sequestratori sarebbero stati traditi da una telefonata fatta con un cellulare al numero fisso della casa di Schirru, con la quale non si chiedeva il riscatto, ma il numero di cellullare di un figlio di Schirru, Fausto. I carabinieri sono così arrivati all'ovile di Mauro Mancosu, dove è stato liberato l'ostaggio.

LA LIBERTÀ Erano circa le 14,30 quando è scattato il blitz. Sebastiano Schirru era stato rinchiuso nel cassone di un camion, interrato e coperto da balle di foraggio, al quale si accedeva con una scaletta rimovibile. Mentre il pensionato veniva liberato, ai polsi di Mauro Mancosu e Lorenzo Fadda scattavano le manette. L'anziano uomo è stato assistito da un medico, che ha potuto constatare le sue buone condizioni di salute. Dopo è stato accompagnato in caserma. Ha raccontato la sua disavventura. Erano le 18 quando, appoggiato al suo bastone e sorretto da un militare, è stato aiutato a salire sull'auto per riaccompagnarlo a casa. E mettere la parola fine ad una triste vicenda di estorsione.

GIAN PAOLO PUSCEDDU

(ha collaborato M. Murgia)

 
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