Ancora scontri e violenze nell'area della capitale thailandese presidiata dalle camicie rosse: un morto. Ieri altre otto vittime, in due giorni oltre 200 feriti. Il governo si appresta a imporre il coprifuoco notturno nei quartieri teatro degli scontri.
Ieri un'altra giornata di guerriglia a Bangkok: almeno otto civili sono morti e oltre trenta sono rimasti feriti nei nuovi scontri fra camicie rosse ed esercito. Sale così a 25 il numero delle vittime e a oltre 200 quello dei feriti al terzo giorno di violenze fra soldati e manifestanti antigovernativi nel centro della capitale thailandese. Giornalisti e fotografi sono stati invitati a lasciare la zona di Bangkok. E il Dipartimento di Stato americano ha ordinato l'evacuazione di tutto il personale non essenziale dell'ambasciata di Washington a Bangkok, esortando inoltre i connazionali a rinviare ogni viaggio nella capitale e a non recarsi nel resto della Thailandia se non strettamente necessario.
GLI SCONTRI. I manifestanti fedeli all'ex premier Thaksin Shinawatra hanno acceso falò attorno al quartiere commerciale che occupano da due mesi per chiedere nuove elezioni. I soldati hanno sparato a una camicia rossa che stava tentando di dare fuoco a un copertone. L'esercito ha rivolto un ultimatum ai manifestanti fedeli all'ex premier: se non si disperderanno, scatterà il blitz nell'area occupata da inizio aprile.
COPRIFUOCO. Le autorità tailandesi imporranno il coprifuoco in alcuni quartieri di Bangkok: lo hanno reso noto fonti delle forze armate tailandesi. Le autorità hanno inoltre autorizzato la Croce Rossa e altre organizzazioni umanitarie a sgomberare donne, bambini e anziani dalle zone degli scontri. Il blocco dell'esercito attorno al presidio dei "rossi" ha fatto diventare scarse le riserve di cibo a disposizione delle circa seimila persone ancora all'interno dell'accampamento eretto lo scorso 3 aprile.